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Dove
andranno a finire i palloncini quando sfuggono di mano
ai bambini … questi i versi di una vecchia canzone che,
con estrema disinvoltura, alludeva ad uno dei fenomeni
fisici più caratteristici che regolano la vita
quotidiana e che, in vari modi, condizionano la nostra
permanenza subacquea quando, proprio come palloncini o
mongolfiere, restiamo sospesi nel mondo liquido a noi
caro.
Senza alcuna presunzione cattedratica ed al fine di
voler dare solo un piccolo contributo che aiuti a
chiarire alcuni concetti che riguardano l'immersione a
Coloro che avranno interesse e piacere a leggere queste
righe, discuteremo sui vari aspetti e problematiche che
riguardano l'attività che ci sta tanto a cuore,
iniziando proprio dalle Leggi naturali con cui dobbiamo
fare i conti ad ogni immersione. |
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Tutti i
fenomeni fisici, che ci interessano, hanno in comune un
parametro, la cui conoscenza è essenziale per avere le
idee chiare: la "pressione".
Immaginiamo di camminare su un manto di neve soffice:
notiamo che i piedi affondano parecchio e ciò ostacola
la nostra andatura. Per camminare meglio, decidiamo di
mettere ai piedi le racchette (come fanno gli Eschimesi)
e riscontriamo che, con esse, affondiamo molto meno.
In realtà abbiamo soltanto modificato (cioè abbiamo
aumentato) la superficie di contatto tra noi e la neve,
lasciando inalterato il nostro peso che, in tal modo,
risulta distribuito su una superficie decisamente
maggiore.
Ipotizziamo che il nostro peso sia di 70 kg, che la
suola di ogni nostra scarpa abbia una superficie pari a
200 cm² e che invece quella di ognuna delle racchette
utilizzate si uguale a 600 cm²; analizzando le due
situazioni, avremo (nel caso di utilizzo delle sole
scarpe):
70 kg
------------- = 0,175 kg/cm²
2 x 200 cm²
ovvero avremo che, su ogni cm² di neve sottostante i
nostri piedi, agirà una forza di intensità pari a 175
grammi.
Vediamo invece cosa succede calzando le racchette:
70 kg
--------------- = 0,058 kg/cm²
2 x 600 cm²
su ogni cm² di neve a noi sottostante, agirà una forza
di intensità pari soltanto a 58 grammi, palesemente
minore rispetto a quando eravamo senza racchette.
Da quanto detto, possiamo individuare come "pressione":
una forza applicata perpendicolarmente ad una superficie
unitaria, presa come riferimento.
Il concetto di pressione è univoco ed indipendente dalle
unità di misura adottate, infatti noi possiamo
quantizzare la pressione (sulla base delle varie forme
di identificazione di forza applicata e di superficie
unitaria) in vari modi, di cui si indicano solo alcuni
esempi:
* Kg/cm²
* MCA (metri di colonna d'acqua)
* Torr (millimetri di mercurio)
* BAR (unità barometriche)
* PSI (Pounds Square Inch - libbre per pollice quadrato)
* Pascal (Newton/m²)
E' intuitivo che una ben determinata pressione ha valori
numerici diversi, in funzione del sistema adottato.
Alcune unità di misura della pressione hanno tra di esse
valori poco differenti per cui, per i nostri scopi
pratici e per rendere più facile l'argomento, possono
considerarsi equivalenti.
Parleremo quindi indifferentemente di atmosfere, Bar o
kg/cm² (le più consuete), indicando con un unico valore
numerico, ad esempio la pressione di carica delle
bombole o della pressione esistente a 30 metri di
profondità.
Adesso che ne conosciamo concettualmente il significato,
possiamo distinguere la pressione, in vari modi:
* Atmosferica (quella esercitata dalla colonna d'aria
che ci sovrasta e che, al livello del mare, vale 1 atm);
* Idrostatica (quella esercitata dalla colonna d'acqua
sovrastante il punto considerato e che genericamente può
essere valutata pari a 1 atm, per ogni 10 m di
profondità).
In particolare, quando per i nostri calcoli consideriamo
soltanto la pressione idrostatica, parliamo di pressione
relativa mentre avremo pressione assoluta quando
considereremo la reale pressione esistente sul punto in
esame (solo atmosferica oppure atmosferica più
idrostatica).
Tutto quanto detto, pur non essendo esaustivo, può per
ora essere considerato sufficiente per la trattazione
dei futuri argomenti e ci ripromettiamo di ritornare
sull'aspetto se ritenuto opportuno.
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